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Informazioni Evento

  • Dom
    14
    Dic
    2014
    17:00Hotel Cenobio dei Dogi

    Domenica all’hotel Cenobio dei Dogi, parleremo di Mary Shelley, l’inventrice della storia di Frankenstein (aveva 19 anni!) e della sua vita incredibile. In particolare vi racconteremo il periodo trascorso insieme al marito Percy in Liguria. Letture, filmati e storie con Carla Sanguineti, autrice di un libro sui due scrittori romantici e ribelli e sul loro circolo di amici libertari, tra cui Lord Byron.

    Lady Frankenstein in Liguria. Mary Shelley, coraggiosa e romantica

    Con Carla Sanguineti e Silvia Neonato. Lettura di brani, storie e filmati

    Mary e Percy Shelley tra il 1818 e il 1822 viaggiarono in Italia con la loro originale corte di figli, parenti e amici, tutti animati da ideali politici libertari. Nell’aprile 1822 gli Shelley affittarono Villa Magni a Lerici . Percy, che pochi mesi dopo sarebbe morto nel naufragio della propria barca, scandalizzò gli abitanti bagnandosi nudo nell’acqua smeraldina che incantava Mary, occupata a leggere, tradurre e scrivere o a passeggiare tra la spiaggia e il bosco.

    I paesi, le montagne e il mare sono descritti nei diari, nei racconti e nei versi dei due scrittori. Invitata dall’Ochin Carla Sanguineti racconterà il mondo degli Shelley, da lei narrati in tanti libri, e il loro soggiorno in Liguria: Percy naufragò l’8 luglio 1822 al largo della costa toscana, mentre tornava a Lerici da Mary. Non aveva ancora 29 anni. Il suo cadavere, restituito dal mare a Viareggio, fu arso sulla spiaggia. Prima del rogo, l’amico poeta Lord George Byron sottrasse alle fiamme il suo cuore; che fu messo in una teca e consegnato a Mary, che lo portò con sé nella tomba, secondo l’epopea romantica che avvolge le vite di tutti gli eroi di questa storia.

    Subito dopo Mary disperata lasciò Lerici e affittò una villa a Genova, in Albaro, dove visse quasi un anno accanto a quella dove abitava lord Byron, che le fu di gran conforto. Mary era sola, con un figlio piccolo e pochi mezzi. Solo l’anno dopo tornò a Londra dove il suo Frankenstein fu rappresentato a teatro: da allora l’opera, che ha influenzato i canoni della letteratura occidentale , non ha mai smesso di essere letta e poi proiettata al cinema in tutto il mondo.

    Mary Shelley, che visse della propria scrittura, ci ha lasciato un ricordo indelebile del marito, contribuendo alla sua fama e al mito di “poeta del liberato mondo”, come lo definì Giosuè Carducci. In onore degli Shelley e di Byron l’insenatura di mare tra Lerici e Portovenere fu chiamata Golfo dei Poeti. Nel Golfo di Genova, sul promontorio di Punta Chiappa, a Camogli, una targa ricorda il passaggio in barca di Lord Byron, che nel 1824 sarebbe morto, anche lui giovane, in Grecia combattendo contro l’impero turco.

    Nel 1814, Mary e Percy, giovanissimi e scandalosi, erano fuggiti da Londra, perché Percy era già sposato, iniziando una lunga peregrinazione per l’Europa, quasi un esilio, tra gioia, figli perduti precocemente, passione per la scrittura e battaglie per la giustizia e la libertà dei popoli.

    Nel 1816, a Ginevra nella villa di Byron, Mary, neppure diciannovenne, scrisse Frankenstein, per una scommessa su chi avrebbe inventato la miglior storia di fantasmi. Rivelandosi degna figlia di Mary Wollstonecraft, giornalista a Parigi durante la Rivoluzione Francese e autrice del celebre A Vindication of the Right of Woman (1792) e del filosofo WilliamGodwin, autore di Political Justice.

    Carla Sanguineti è fondatrice e presidente dell’Associazione Amiche e amici di Mary Shelley e autrice, tra gli altri lavori, di “Come un incantesimo. Mary e Percy Shelley nel Golfo dei Poeti”.