Musei e monumenti

Chiesa Millenaria

La Millenaria Interno La chiesa rientrava in una serie di stazioni che nel Medioevo contrassegnavano il tracciato della strada dei pellegrini verso Roma. L’edificio, che reca tracce attestanti la sua fondazione a un periodo anteriore all’anno mille, è oggi monumento nazionale. L’articolazione della sua struttura muraria è frutto di una sequenza di innesti e restauri di ogni epoca. Dal sagrato si gode un splendido panorama sulla vallata e sul Golfo Paradiso.

Cristo degli Abissi

La statua nacque da un’idea di Duilio Marcante che, a seguito della morte di Dario Gonzatti durante un’immersione nel 1947, spinse per la posa di una statua di Cristo sul fondale marino; il 22 agosto 1954 la statua del Cristo degli abissi viene posta nella baia di fronte a San Fruttuoso, tra Camogli e Portofino. La statua, alta circa 2,50 metri e realizzata dallo scultore Guido Galletti, venne posta grazie alla Marina Militare Italiana a circa 17 metri di profondità, fu portata sul fondo grazie a molti subacquei; le braccia del Cristo, rivolte in alto idealmente a Dio in cielo, sono aperte in segno di pace. La baia di San Fruttuoso prospeciente l’Abbazia di San Fruttuoso. Appena più a destra, in mare, è immersa la statua del Cristo. Per ottenere il bronzo della statua vennero fuse medaglie, elementi navali (perfino eliche di sommergibili americani donati dall’U.S. Navy) e campane. A seguito della morte di Marcante venne posta una targa sul basamento della statua in sua memoria. Nel 2003 la statua è stata restaurata per preservarla dalla corrosione e dalle incrostazioni e, soprattutto, per riattaccarle la mano staccata da un’ancora,ritrovata dal subacqueo Enea Marrone, per poi essere riposizionata sott’acqua il 17 luglio 2004 su un nuovo basamento, ad una profondità inferiore a quella precedente.

Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti

La Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti è espressione della passione per il collezionismo d’arte contemporanea dei fondatori le cui prime acquisizioni risalgono agli anni ’70. Ha sede nella chiesa sconsacrata dell’ex convento delle Gianelline a Camogli, a pochi chilometri da Genova, il cui interno, a differenza della facciata che ha mantenuto la sua veste originale, è stato completamente ristrutturato. Da alcuni anni è in atto una convenzione fra la Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti e il Comune di Camogli finalizzata a realizzare eventi di grande rilievo nell’ambito dell’arte contemporanea.

Il Monumento al Navigante

Monumento al Navigante Largo Belvedere Il Monumento al Navigante, voluto dalla Società Capitani e Macchinisti Navali, fu inaugurato il 26 luglio 1998. Alla sua realizzazione contribuirono il Comune, il Comando Marina di La Spezia e la Rimorchiatori Spezzini, che donarono l’ancora e l’elica simboli del secolare sodalizio marinaro.

Monumento a Simone Schiaffino

Statua Simone Schiaffino Il Monumento nella omonima piazza è dedicato all’eroe Garibaldino Simone Schiaffino – Alfiere dei Mille – Morto nella battaglia di Caltafimi il 15 maggio del 1860.

Monumento dei Caduti

Il Monumento dei Caduti è situato al centro di piazza Matteotti, più nota come piazza del Teatro. Questo monumento, opera dell’artista Teobaldo Pinto, viene innalzato fra il 1921 e il 1922, anno della sua solenne inaugurazione avvenuta il 2 luglio. L’idea di ricordare il sacrificio dei soldati italiani morti o dispersi durante il 1° conflitto mondiale prende avvio fra la fine del 1917 e gli inizi dell’anno successivo. L’iniziativa è sostenuta da molte associazioni e viene fatta propria dal Consiglio Comunale che, nella seduta del 10 novembre del 1918, all’indomani della proclamazione della fine della guerra, ricordata con “letizia (..) e esultanza (..) la grande vittoria delle Armi Alleate”, approva un ordine del giorno che prevede di “erigere un ricordo in luogo da destinarsi in memoria dei cittadini camogliesi caduti in guerra” oltre che di intitolare alla data storica una strada, di “inviare telegrammi al Sovrano e ai capi supremi delle armate di terra e di mare e di concorrere con un somma alla sottoscrizione aperta a beneficio degli abitanti delle terre riconquistate”. Fra il 1918 e il 1919 si forma un Comitato pro Monumento ai Caduti che segue le procedure per l’indizione di un concorso fra artisti italiani per il progetto del monumento il cui costo non dovrà superare la somma di 35.000 lire. La giuria è composta dal Sindaco Avv. Fortunato Schiaffino, dall’Ing. Cav. Edoardo Bozzo, dall’Ing. Cav. Eugenio Goeta, dallo scultore A. Brizzolara, dal pittore A. Graffonara e dallo scultore P.E. De Barbieri. Si decide inoltre di coniare una medaglia in bronzo da dare in ricordo ai reduci di guerra in occasione dell’inaugurazione del monumento. Questa avviene alla presenza di un gran numero di persone e di autorità. Da allora il monumento, simbolo (allora più di quanto avvenga ai giorni nostri) del valore dell’unità della nazione, è diventato punto di riferimento nei momenti istituzionali in occasione di commemorazioni o feste nazionali.

Museo Marinaro “Gio Bono Ferrari”

Museo Marinaro Il Civico Museo Marinaro “Gio Bono Ferrari” è la memoria storica dell’epoca dei “mille bianchi velieri” durante la quale il nome di Camogli era noto in tutti i principali porti mediterranei ed atlantici. Viene fondato su iniziativa di Gio Bono Ferrari, camogliese vissuto per molti anni in Argentina, grande conoscitore della storia ottocentesca camogliese. E’ l’autore di opere fondamentali: “La città dei mille bianchi velieri”, “Capitani di mare e bastimenti di Liguria del XIX secolo – Genova e la Riviera di Levante” e “L’epoca eroica della vela- Capitani e bastimenti di Genova e Riviera di Ponente nel XIX secolo”. E’ Gio Bono Ferrari a raccogliere molti cimeli che costituiranno il primo nucleo del Museo Marinaro inaugurato nel luglio del 1938 nel ridotto del Teatro Sociale. Ma si tratta di una sede provvisoria in quanto più tardi la raccolta museale è trasferita nell’attuale sede in via G.B. Ferrari, a fianco della Biblioteca Civica. All’interno del Museo Marinaro si possono trovare modellini di imbarcazioni, quadri raffiguranti velieri ottocenteschi, attrezzi antichi, strumenti nautici, carte navali, libretti di navigazione ed altra documentazione che racconta la storia della marineria camogliese nel periodo compreso fra l’epoca napoleonica e il primo conflitto mondiale. Particolarmente significative sono i cimeli risorgimentali: lettere ed oggetti appartenuti a Giuseppe Garibaldi, a Simone Schiaffino e Antonio Ansaldo, entrambi garibaldini camogliesi. Interessante, anche se non strettamente attinente alla storia velica, è un reperto proveniente da una nave romana del periodo tardo repubblicano o augusteo, pescato nel 1941 dal cap. Cesare Rosasco. Tutti gli oggetto esposti sono donazioni delle famiglie camogliesi.

Sala Archeologica

La maggior parte dei reperti conservati provengono dalla collina del Castellaro alta ben 80 metri e che si trova proprio davanti all’edificio del Museo, una rocca naturale che giustifica la sua scelta come luogo di insediamento preistorico e protostorico. Particolarmente abbondanti i reperti soprattutto ceramici risalenti all’età del bronzo. Fra gli oggetti più rari esposti è una monetina in argento, emiobolo cispalpino risalente al III/II secolo a.C

Teatro Sociale

edificato su progetto dell’architetto locale Salvatore Bruno e aperto al pubblico dal 30 settembre 1876. La struttura, sita nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria, fu notevolmente rimaneggiata nel 1933. Dal 2010, dopo lo stanziamento nel 2009 di fondi privati e pubblici (Comuni di Camogli e Recco, Provincia di Genova) si stanno effettuando lavori di restauro e recupero.