Architetture militari

Il Castel Dragone

Castel Dragone

Il Castel Dragone o della Dragonara rappresenta la struttura architettonica di maggior rilievo nel tessuto urbanistico della città formando con la Chiesa Parrocchiale di S. Maria Assunta e le antiche case dell’Isola l’immagine più caratteristica e conosciuta di Camogli. La sua storia risale al XII secolo quando venne costruito unitamente ad una più ampia fortificazione che doveva includere tutta il nucleo originario del borgo camogliese. Costituì fin da allora il luogo di incontro della piccola comunità e di difesa dagli attacchi dei pirati o delle fazioni nemiche che si fronteggiavano nei secoli XIII e XIV nella vicina Genova. L’appoggio che i Camogliesi diedero di volta in volta a queste fazioni costarono al borgo ed al castello frequenti attacchi e parziali distruzioni. Un primo smantellamento delle fortificazioni intorno a Castello avvennero nel XV secolo per ordine del doge genovese Giano Fregoso ma la sua importanza strategica ne determinò la ricostruzione e la presenza di una guarnigione inviata dal governo centrale genovese. Un secolo più tardi venne però decisa la sua demolizione per un generale programma di ridimensionamento delle fortificazioni presenti nel territorio ligure. Parzialmente abbattuto il Castello venne ricostruito nel 1560 per opera dell’architetto Giacomo Vassallo e con grande sacrificio economico per la comunità camogliese. Il ruolo difensivo rivestito dalla struttura non venne meno nei secoli successivi: ancora nel 1802 si temeva un attacco dei pirati di Tunisi. Ma è nel corso del XIX secolo che il Castello muta la sua funzionalità divenendo di volta in volta prigione, sede di assemblee comunali, luogo di riunioni e di prove per le bande cittadine. Solo il I conflitto mondiale le restituì temporaneamente l’originaria valenza di difesa: ospitò infatti un corpo di guardia per sorvegliare le acque del golfo a seguito di gravi fatti di guerra come il siluramento del piroscafo inglese “Washington”. Negli anni ’50 furono necessari lavori di ristrutturazione al torrione centrale e con l’affermarsi della vocazione turistica di Camogli si cercò di attribuire al Castello una nuova funzione promozionale. Nel 1971 venne deciso di realizzare al suo interno un Acquario tirrenico con la sistemazione nei due locali interni di numerose vasche in cui erano riprodotti i fondali del Promontorio di Portofino ed ospitati le specie più note della fauna ittica. Di recente un generale restauro ne ha valorizzato le caratteristiche di spazio culturale adatto ad ospitare manifestazioni turistiche ed esposizioni, fra le quali la mostra allestita in occasione del restauro della Statua del Cristo degli Abissi, l’iniziativa culturale dedicata al Risorgimento “Camogli paese modello.. 1815-1915. Uomini e storie del Risorgimento” e, ultima in ordine di tempo la mostra “Ritratti per una città: Antonio Schiaffino (1879-1968), pittore camogliese”.

Batteria di Punta Chiappa

complesso difensivo della 202ª batteria costiera del Regio Esercito, costruito verso la fine degli anni trenta del Novecento sul versante occidentale della penisola di Portofino concepita come sistema antinave a protezione del levante del Golfo di Genova. Insieme alle batterie di Arenzano, Monte Moro di Pegli faceva parte del sistema difensivo a difesa di Genova durante la seconda guerra mondiale.

Torre Doria a San Fruttuoso

La torre, intitolata ad Andrea Doria dai suoi eredi, Giovanni, Andrea e Pagano, fu eretta nell’agosto del 1562 lungo la strada che collega l’abbazia al borgo dei pescatori in una ripida scalinata. Fu costruita a rispetto della clausola di giuspatronato concesso da Giulio III ad Andrea Doria nel 1551 per difendere il borgo e la sua provvidenziale sorgente di acqua, utilizzata dai monaci, dalle eventuali incursioni dei pirati barbareschi. Dotata di artiglieria pesante e leggera (tre cannoni in bronzo, un bombardiere, 33 moschetti e archibugi) costando 2687 scudi d’oro Sulle due facciate è presente lo stemma dei Doria, l’aquila imperiale, mentre altre decorazioni sono visibili sulle cornici e sulle mensole. Cambia il suo aspetto nel XVII secolo quando viene fatto costruire in nuovo tetto dall’abate Orazio Spinola.