Camogli, tipico Borgo marinaro situato nella splendida cornice del Golfo Paradiso, deve la sua fama alla felice posizione che rende mite e gradevole il clima durante tutto l’anno. Il suo centro storico e l’antico Castello arroccato sul mare, ne fanno una romantica Cittadina ricca di cultura e tradizione millenaria; romantica cornice e punto di partenza per itinerari nel Parco di Portofino.

Informazioni Evento

  • sab
    24
    Mar
    2018
    20:30Teatro Sociale Camogli

    teatrosocialecamogli-144-121di Clotilde Marghieri
    diretto e interpretato da Licia Maglietta
    con Tiziano Palladino al mandolino

    Tratto dal singolare romanzo in forma epistolare della Marghieri, che la stessa autrice definiva “una sorta di confessione o dialogo per voce sola”, lo spettacolo, prodotto da Fondazione Campania dei Festival,  è un’ampia riflessione della scrittrice sulla sua vita passata e sul suo presente di donna,  ormai non più giovane, che ha come prospettiva l’avvicinarsi della fine. Con Licia Maglietta, in scena c’è Tiziano Palladino al mandolino; firma le luci Cesare Accetta, i video sono di Massimo Maglietta.

    Clotilde Marghieri, importante scrittrice e giornalista napoletana, ha percorso gli anni del Novecento conoscendo e frequentando Sibilla Aleramo, Gaetano Salvemini, Corrado Alvaro, Rocco Scotellaro. Nella sua attività di giornalista scrive per Il Mattino, Il Mondo, il Corriere della Sera, La Nazione e Il Gazzettino. Sebbene il suo esordio come scrittrice appartenga agli anni della maturità, avvenendo infatti piuttosto tardi, nel 1960 con Vita in villa, si impone subito all’attenzione del pubblico e della critica per la raffinatezza intellettuale dei suoi scritti velati di nobile malinconia e “privi di misero cinismo”. Nel 1974, all’età di 77 anni, pubblica Amati Enigmi , che si aggiudica il Premio Viareggio.

    Lo spettacolo di Licia Maglietta trasporta gli spettatori nella notte di un imprecisato Capodanno, che indica simbolicamente la chiusura di una stagione e il trascorrere inesorabile del tempo. Una donna, Clotilde, parla a un misterioso interlocutore, il giovane e seducente Jacques. I dialoghi incrociano tempo lontano e vicino e il ricordo non evoca nostalgia, piuttosto illumina con intelligenza il significato che quel tempo proietta sull’oggi.